12.3.2020

Carissimi colleghi,
in questo particolare momento la nostra professione sta attraversando una fase molto particolare.
La necessità di limitare i contatti con le persone e di incontrare i nostri pazienti ha messo in evidenza la possibilità di utilizzare la tecnologia per poter continuare a svolgere il nostro lavoro.
Ho deciso di scrivere questa breve comunicazione sollecitato da molti colleghi che mi stanno chiedendo come poter lavorare con software di videoconferenza per proseguire il lavoro di psicologo o psicoterapeuta.
In questi giorni avrebbe dovuto svolgersi il congresso nazionale della Società Italiana sui Disturbi del Comportamento Alimentare (SISDCA) dove, per la prima volta nella sua storia, era stato programmato un laboratorio di una giornata per approfondire proprio sulle nuove tecnologie nel trattamento dei Disturbi Alimentari. Ne riparleremo a breve quando tutto questo sarà passato.
Per il momento, in linea con quanto già sostenuto dai vari ordini professionali regionali e pubblicato nel documento del CNOP nel 2017 (http://www.psy.it/wp-content/uploads/2015/04/Atti-Tipici_DEF_interno-LR-1.pdf), mi sento di poter confermare che l’utilizzo del trattamento a distanza possa rappresentare una sicura risorsa per la nostra professione.
Mi permetto di fornire alcune raccomandazioni che raramente compaiono nelle comunicazioni che attualmente stanno circolando in rete e che, in linea con la letteratura, rappresentano attualmente le best practice su questa metodologia di lavoro e del setting che dobbiamo tenere:

  • E’ importante sottolineare che la seduta on line rappresenta un’alternativa di comprovata efficacia. La ricerca in questo campo si è sviluppata negli ultimi 20 anni ed ha ricevuto ulteriore impulso e diffusione negli ultimi 5/6 anni grazie allo sviluppo di migliori tecnologie;
  • Qualunque tipo di seduta condotta a distanza richiede sia per il terapeuta che per il cliente che l’ambiente sia sufficientemente confortevole e sicuro (la privacy deve essere garantita);
  • E’ importante che audio e video siano ben funzionanti e la connessione stabile. La seduta di trattamento rappresenta un momento molto delicato e la possibilità che la connessione possa cadere o essere disturbata può creare disagio anche emotivo al cliente. In caso di difficoltà tecnica questa deve essere chiarita all’inizio della seduta per permettere al cliente di essere preparato all’eventualità di cadute di connessione;
  • Si possono iniziare percorsi psicologici o psicoterapeutici anche senza prima aver avuto contatti di persona. Naturalmente questa possibilità non è ideale perché vi possono essere alcune difficoltà nel processo diagnostico (ad esempio la somministrazione di test), ma in questo momento può rappresentare l’unica possibilità di supporto psicologico per chi ne ha bisogno. Se il professionista non è sufficientemente confidente con la tecnologia utilizzata, mi sento di sconsigliare di iniziare percorsi senza aver incontrato preventivamente il cliente;
  • Per chi è adatta? Date le particolarità del setting, la letteratura sconsiglia di utilizzare questa modalità di lavoro con pazienti che presentano disturbo da dipendenza da sostanze, condizioni psichiatriche più gravi come depressione o forme psicotiche.
  • E’ inevitabile che on line si perdano delle informazioni di carattere prossemico e non verbale. Tuttavia vi è accordo in letteratura nel sostenere che queste possono comunque essere compensate da altre modalità (ad esempio la capacità di adattamento al nuovo setting, la stanza dalla quale il cliente si connette, ecc.);
  • Pur essendoci evidenze di trattamenti condotti in modalità gruppale in questo momento sono a sconsigliare di lavorare con questa modalità se non vi è la garanzia che tutti i clienti possono accettare di buon grado l’utilizzo di questa tecnologia. I bambini più piccoli (fino a 7-8 anni) fanno molta fatica a mantenere il contatto tramite computer. In ogni caso l’alleanza con la famiglia deve essee molto solida e permettere il rigoroso mantenimento del setting e della riservatezza. In alcuni casi, possono comunque essere effettuate delle connessioni brevi per mantenere il contatto con il terapeuta;
  • PerFormat mette a disposizione una app scaricabile dai vari mobile App store (Android e Apple) per poter effettuare sedute a distanza in tutta sicurezza.

In conclusione la possibilità di lavorare a distanza rappresenta una sicura possibilità in questi momenti difficili e, in generale, ogni volta che vi sono difficoltà di accessibilità o distanza. Sono necessari alcuni accorgimenti ma sono sicuro che al di là di questo periodo, questo modo di lavorare si diffonderà sempre di più.

Sono a disposizione dei colleghi che abbiano dubbi o perplessità sull’argomento.

Andrea Guerri

a.guerri@performat.it