Adolescenza2017-01-19T10:19:00+00:00

Adolescenza

L’adolescenza è come un cactus.
Anaïs Nin, Una spia nella casa dell’amore, 1954

Adolescente significa letteralmente “colui che cresce”. Per adolescenza si intende quel periodo della vita dell’individuo compresa tra la fanciullezza e l’età adulta. Sappiamo che essa comincia con lo sviluppo sessuale, che avviene tra i 9-10 anni e i 13-14, tuttavia ciò che accade in questa particolare e specifica stagione della vita è stato per molto tempo un mistero a tal punto che veniva definita da Freud, il padre della psicoanalisi, “un enigma non risolto”.

Sicuramente sappiamo che si tratta di una periodo turbolento, caratterizzato com’è da grandi cambiamenti dal punto di vista fisico, prima di tutto, ma anche dal punto di vista psicologico e sociale. Di conseguenza l’adolescente è in crisi per definizione. Egli, infatti, sente di aver perduto le certezze della propria infanzia ma di non aver ancora ottenuto la stabilità dell’essere adulto, parola che significa appunto “cresciuto”.

Gli orizzonti del suo pensiero si allargano, sviluppa la capacità di effettuare ragionamenti astratti che prima non era in grado di fare, ciò che lo soddisfaceva un tempo adesso non gli basta più; è spinto ad effettuare nuove esperienze, ad esplorare; il mondo dei pari, riuniti spesso nel “gruppo”, lo attrae mentre la famiglia lo annoia. Per questo spesso i genitori in poco tempo si ritrovano un figlio che non riconoscono, che improvvisamente si fa più silenzioso e sta volentieri ritirato nella sua stanza, che non partecipa più con tutti, come era solito fare, le esperienze della propria vita.

A volte appare nervoso, contraddice continuamente e mette in discussione regole e valori familiari consolidati, assume posizioni estreme nelle discussioni oppure, al contrario, appare apatico, disinteressato, stanco di tutto e di tutti. L’adolescente appare distratto, assente, non vede l’ora di alzarsi da tavola dopo i pasti per connettersi con la realtà esterna, assai più interessante di quella domestica.

Si tratta quindi di un periodo tormentoso non soltanto per il giovane adolescente che lo attraversa, ma anche per il genitore che si trova a dover gestire un figlio grande che si allontana e pare non aver più bisogno di lui. In realtà quel figlio ha sempre bisogno di sentire la presenza dei propri genitori e necessita del loro aiuto nelle grandi scelte che deve compiere.

Tuttavia vuole che venga mantenuta una certa distanza, vuole essere lui ad avvicinarsi perché non accetta più passivamente e automaticamente la loro intrusione nella sua vita. Compito del genitore è favorire questo processo di distacco, per quanto ciò possa determinare la sensazione di essere stato abbandonato, ed accettare l’uscita di casa del figlio dando fiducia a lui, il quale, comunque, porterà sempre con sé gli ideali ed i valori che ha appreso in famiglia e saranno proprio questi a guidarlo nella sua esplorazione dell’ambiente che lo circonda.

L’attraversamento della normale crisi che caratterizza questo periodo della vita consente al giovane di costruirsi “persona”: autonoma, separata e quindi diversa dalle figure che popolano l’ambiente che lo circonda, capace di iniziative e scelte proprie, con specifiche motivazioni, obiettivi e credenze. Superare l’adolescenza significa pertanto percepirsi un individuo unico, diverso da tutti gli altri, dotato di un proprio stile nel modo di rapportarsi con il mondo.

Tuttavia proprio perchè sono molte le sfide ed i compiti che il giovane deve superare e la sua personalità è ancora in fase di costruzione, l’adolescenza è una fase della vita estremamente delicata in cui più facilmente emergono aspetti di fragilità e sofferenza in colui che ne è predisposto. Per cui l’adolescente particolarmente vulnerabile, sottoposto al forte stress che l’impetuosa spinta al cambiamento gli provoca, può decidere di isolarsi e ritirarsi in modo estremo, e quindi patologico, nel guscio protettivo della propria stanza, rifiutarsi di andare a scuola, non uscire mai, non vedere coetanei; oppure, al contrario, rompere con le norme di convivenza civile, rifiutare i limiti che gli vengono posti, fuggire dalla realtà con l’alcool o le sostanze e, più in generale, comportarsi in modo aggressivo e distruttivo nei confronti di se stesso o degli altri.

In queste situazioni estreme può essere importante per il ragazzo e la sua famiglia farsi aiutare da un professionista esperto, che può essere un counsellor o uno psicoterapeuta, in grado di supportare e comprendere il giovane affinchè egli possa proseguire in modo più sereno il cammino verso una solida costruzione di se stesso, fino al pieno conseguimento dell’età adulta.