Le esperienze di perdita ci portano ad affrontare un lutto, un processo caratterizzato da fasi che ha una durata variabile per ciascuna persona. La sensibilità di ciascuno, la gravità dell’evento in sè e aspetti del carattere, influenzano la permanenza in questa condizione. Il dolore del vissuto non rappresenta qualcosa di patologico, l’intensità del dolore stesso è connaturata a tale fenomeno.
E’ la mancata accettazione della perdita che diventa un campanello di allarme a cui prestare attenzione. Permanere nella prima fase, quella della negazione, corrisponde ad una mancata elaborazione e quindi a bloccare la riorganizzazione del Sè. Accettare l’evento come irreversibile e riconoscerne il dolore porta, nel tempo, ad una riduzione della sofferenza e a sviluppare nuove capacità per adattarsi ai nuovi ruoli e al nuovo senso di sé e del mondo.
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