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Se un tempo la Vigilia di Natale era una festa legata soprattutto alla religione cattolica che vietava di mangiare carne e quindi caratterizzata dal consumo di cibo austero, povero (ecco perchè la tradizione tramanda il divieto di consumo della carne), se non addirittura dal digiuno, oggi la tradizione si è trasformata completamente! Anche se le tradizioni variano da regione a regione, dal Nord al Sud Italia l’abitudine sta diventando quella di intavolare piatti prelibati, più o meno ricercati, fra cui anche il pesce, alimento forse più caro attualmente in commercio. Ecco quindi che dal 24 dicembre in poi le case si riempiono di tavole costantemente imbandite e di dispense piene, tanto da far invidia ai migliori supermercati!
Sempre più spesso il periodo natalizio, di festa, viene vissuto non come cerimonia della tradizione religiosa (per lo più) ma come momento per “far festa” con il cibo e, troppo frequentemente, per strafare e, alcune volte, per “stra-mangiare”. E così imperversano giornate di rinunce e mesi di frustrazione per arrivare a quel desiderato Natale e regalarsi cannelloni, arrosti, panettoni, torroni e pandori.
E dopo il danno…la beffa! Alcuni studi hanno dimostrato che molte diete tendono a far aumentare di peso invece che ridurlo; questo accade perchè in un regime di restrizione alimentare quando “si cade in tentazione” si è poi più inclini all’abbuffata e al pensiero del “tanto ormai…”. La privazione di determinati gruppi alimentari, oltre a portare un notevole affaticamento mentale, genera un più intenso desiderio di quel cibo proibito fino addirittura a mangiarne più del necessario. Questo è quello che spesso succede a Natale, i giorni prima e dopo la festa. Cosa fare allora?
Proviamo tutti a partire con il pensiero migliore invece di frustarsi con diete rigide settimane prima delle feste continuando a ripetersi di non toccare dolci, vino, pasta e pane. Al contrario diventa fondamentale seguire una dieta regolare sempre per assicurarsi la giusta energia fisica e mentale consumando pasti completi con cibi genuini e, fino a che è possibile anche stagionali, e mantenere un buon livello di movimento quotidiano da incrementare con una vera attività fisica secondo le proprie possibilità. Questo consiglio, all’apparenza banale e scontato potrebbe però permettere di concedersi anche più spesso qualche novità culinaria legata alle feste senza scendere nell’esagerazione e nel “tanto ormai…”. Che sia un consiglio quasi banale non vuol dire che sia per forza semplice e per questo, se da soli non si è capaci di gestire tutto, accettiamo pure di farsi aiutare per sfruttare a pieno le proprie risorse personali. Ricordatevi…chi è senza peccato scagli la prima pietra… Io, la mia, non la butto! Auguri!

A cura di Federica Alaura, counsellor-nutrizionista